Cos’è e a cosa serve
Spesso i pazienti ci chiedono quale sia la differenza tra una semplice “lastra” e una TAC. Entrambe sono indagini fondamentali, ma hanno scopi e livelli di dettaglio differenti.
In questo articolo esploriamo il mondo della Tomografia Computerizzata, una delle tecnologie diagnostiche più avanzate a disposizione presso lo Studio Radiologico Urigo.
Immagini tridimensionali per diagnosi di altissima precisione
La Tomografia Computerizzata (TC o TAC) è una metodica diagnostica avanzata che, pur utilizzando i raggi X, sfrutta un tubo radiogeno rotante inserito in una struttura circolare (chiamata gantry) e detettori elettronici per acquisire dati volumetrici.
Questi dati vengono poi elaborati da un computer per generare immagini tridimensionali e ricostruzioni anatomiche dettagliate su più piani dello spazio.
Questa tecnologia offre un dettaglio morfologico superiore rispetto alla radiologia tradizionale, permettendo di visualizzare con estrema precisione organi interni, vasi sanguigni, ossa e tessuti molli.
La nostra nuova T.C. multidettore è in grado di eseguire scansioni al di sotto del millimetro, vantando inoltre una riduzione significativa della dose di radiazioni ionizzanti erogate al paziente.
Indicazioni Mediche per la TAC: Infiammazioni, Traumi e Oncologia
La TAC è uno strumento diagnostico cruciale per indagare un grandissimo numero di condizioni di salute. Il medico può richiederla in situazioni che vanno dai traumi cranici o lesioni traumatiche di altri distretti, alle sospette ischemie, fino alle patologie degli organi addominali.
È inoltre un esame eccellente per rilevare la presenza di infiammazioni acute e croniche (come appendicite, diverticolite o polmoniti), poiché queste modificano la densità dei tessuti in modo chiaramente visibile nelle immagini TC.
Un esame rapido e non invasivo
Sottoporsi a una TAC senza mezzo di contrasto è una procedura minimamente invasiva e assolutamente indolore.
Il paziente avverte unicamente il movimento scorrevole del lettino all’interno del gantry.
Ricordiamo che, sebbene le dosi radianti siano ottimizzate, l’esame presenta alcune controindicazioni: non può essere effettuato nelle donne in gravidanza per proteggere il feto, e nei bambini sotto i 3 anni viene eseguito solo in casi di assoluta e comprovata necessità clinica.